La risposta a questa domanda è molto semplice: si. Anzi, lo riteniamo un obbligo se desideri caricare come prova d’autore  documenti relativi ad esempio alla corrispondenza commerciale con tuoi fornitori o clienti.

 

Il motivo per cui ti invitiamo a proteggere con password alcune tipologie di documenti che ci invierai è facilmente intuibile. Immagina di essere contrattualmente vincolato a non diffondere alcune parti del contratto tra te e la ditta che ti ha fornito un componente della tua creazione. Oppure del capitolato di gara a cui hai partecipato. Se ce li invii, noi li criptiamo e depositiamo sulla blockchain. Quindi, sono al “sicuro” … fino a quando rimangono sulla blockchain.

 

Il problema si pone quando ad esempio nell’ambito dei controlli di sicurezza informatica, quando gli addetti possono controllare il contenuto del file per verificare la presenza di virus o altre minacce. Oppure quando i file devono lasciare la tua Area Riservata del Creativity Cloud, perché ad esempio li devi utilizzare come prova d’autore in un contenzioso. In quel caso, ovviamente, dovrai mostrarli al giudice o all’arbitro. Ma, se non intendi renderne visibile il contenuto anche al perito informatico che dovrà confermare la data certa, basta inserire una password e il contenuto dei tuoi file sarà al riparo.

 

Operativamente parlando, per rendere le cose più semplici, consigliamo di radunare tutti i documenti che necessitano di protezione con password e di zipparli, aggiungendo una password all’intero file zip. Se non lo sai già fare, esistono molti siti web che spiegano la procedura da seguire. Come illustrato nel noto sito di Salvatore Aranzulla (vedi qui), usando programmi di compressione gratuiti tipo WinRar, in un paio di click si aggregano file in un unico zip e li si protegge con password.